Castagne

Come cucinare le castagne

Non sono un alimento che è possibile gustare tutto l’anno ma che è disponibile solo per qualche settimana, tra la fine di settembre e l’inizio di novembre. Stiamo parlando delle castagne, frutti che hanno un periodo di raccolta limitato ma che, oltre a essere gustosi, possono essere preparati in molti modi diversi e che sono ricchi di sostanze nutritive, tra cui fibre, minerali e vitamine. Si rivelano così un alimento equilibrato e che può risultare utile per la salute, contribuendo alla riduzione del colesterolo e, grazie all’acido folico che contengono, sono consigliate anche in gravidanza.

Foto: https://blog.giallozafferano.it/loti64/caldarroste-al-sale/

Ma vediamo com’è possibile cucinare le castagne che, in base ai vostri gusti, potete sostanzialmente preparare bollite, grigliate o al forno. In qualunque caso, prima di avviare la cottura, è fondamentale “preparare” il marrone, effettuando un’incisione sulla buccia. In gergo viene definita “castrare” una castagna ed è un’operazione che si esegue con un coltello, effettuando un taglio che arrivi a sfiorare la polpa e che impedisce, una volta in cottura, che il frutto “scoppi”. Una volta effettuata l’incisione è il momento di scegliere il tipo di preparazione. Non ci sono dubbi che quella più gustosa sia sulla fiamma, in modo da ottenere le cosiddette “caldarroste”. Dando per scontato che ben pochi di voi avranno la possibilità di cuocere le castagne su una griglia posta sulla fiamma viva, la soluzione più comoda è rappresentata da una padella ad hoc, contraddistinta da un fondo forato che consente la classica cottura bruciacchiata che rende questi frutti tanto gustosi. L’unica, ma fondamentale, accortezza da avere mentre si cuociono è quella di girare e spostare spesso le castagne, in modo che la loro cottura sia uniforme.

 

L’alternativa, per ottenere caldarroste cotte a puntino, è quella di utilizzare il forno: è sufficiente metterle, sempre dopo averle incise, all’interno di una teglia e posizionarle nel forno preriscaldato a 180 gradi per 25-30 minuti, in base alla loro dimensione. Anche in questo caso è bene, ogni 5-6 minuti, scuotere il tegame per essere certi che ogni zona del marrone riceva la giusta quantità di calore. La terza via è quella di bollire le castagne, mettendole in una pentola colma d’acqua e controllando la cottura infilzandole con una forchetta. Una volta bollite, possono essere sfruttate per preparazioni differenti, per esempio come aggiunta a zuppe, vellutate, risotti e stufati di carne.

 

C’è poi un’ulteriore opzione rappresentata da pentole elettriche, studiate ad hoc per la preparazione delle castagne (e non solo); dotate di una resistenza, una volta collegate alla corrente elettrica, consentono di cuocere i marroni come se fossero sul fuoco. Si tratta di una scelta perfetta per chi non si fa mai mancare una bella scorta di questo alimento, altrimenti, considerata la differenza di prezzo, tutti gli altri si possono “accontentare” della padella bucherellata o del forno.

 

Una volta cotti e privati del guscio, questi frutti possono essere mangiati immediatamente oppure conservati a lungo (all’incirca per sei mesi), congelandoli e tirandoli fuori quando ne avete voglia, anche in un periodo lontano da quando tipicamente si consumano.

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